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REGOLAMENTAZIONE CRIPTO-VALUTE: LA DIFFERENZA TRA USA ED EUROPA

Da quando le cripto-valute hanno fatto il loro ingresso nelle nostre vite quotidiane, sono diventate sempre più presenti, tanto che, alcune aziende permettono di pagare i loro beni o servizi proprio con queste monete virtuali. Il fenomeno è diffuso perlopiù negli Stati Uniti, ma anche nel “Vecchio Continente” sta prendendo sempre più piede.

Nonostante il continuo parlare di questo caso e il sempre più elevato aumento di investitori e utilizzatori di tale digital asset, ciò che realmente manca ad oggi, è una regolamentazione efficace.


Negli Stati Uniti per esempio, l’eletto presidente Joe Biden, già lo scorso marzo aveva avviato consultazioni e presentato proposte per cercare di fornire un regime normativo a tale fenomeno: in tal senso, la SEC (considerata come la più potente entità regolatrice), il FinCEN del Tesoro, il Federal Reserve Board e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno emesso le proprie diverse interpretazioni e linee guida e alcuni stati membri hanno proposto le loro idee. Per esempio Il Wyoming ha dato il consenso per la creazione di un’apposita banca ideata per dare la possibilità alle aziende di detenere le loro risorse digitali in modo sicuro e del tutto legale.

Il quadro normativo statunitense è dunque ancora molto confuso e offuscato, tuttavia presenta il più alto numero di investors, piattaforme di trading e utilizzo delle cripto-valute.


Il “Vecchio Continente”, d’altro canto, ha proposto invece un regolamento, denominato MiCa (Markets in Crypto-Assets) il quale ha lo scopo di stabilire un quadro normativo uniforme per l’intera comunità europea “in relazione agli obblighi di trasparenza e informativa per l'emissione e l'ammissione alla negoziazione di cripto-attività, l'autorizzazione e la vigilanza dei fornitori di servizi; la gestione, l'organizzazione e la governance degli emittenti di ART, di EMT e dei fornitori di servizi per le cripto-attività, oltre disposizioni a tutela dei consumatori e misure volte a prevenire gli abusi di mercato per garantire l'integrità dei mercati delle cripto-attività.”

Tale regolamento è applicato soltanto alle cripto-attività che non siano qualificate come strumenti finanziari. Il quadro europeo quindi sembra dare una maggiore chiarezza, comunque restano ancora molti interrogativi normativi a cui dare risposta.


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Dual Solution Srl

Dott.ssa Roberta Girardi




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