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CLUBHOUSE: IL NUOVO SOCIAL E LA PRIVACY

Da giorni ormai non si parla d’altro: il nuovo social network, disponibile dall’aprile scorso su iOS, sta decisamente spopolando, secondo le statistiche degli esperti sarebbe la terza app in generale più scaricata e la prima nella sezione social.


Ma che cos’è Clubhouse?

Come Instagram, piuttosto che Facebook, Clubhouse è un social network creato da Paul Davison e Rohan Seth, scaricabile per l’appunto solo su AppStore per il momento, quindi disponibile solo per iPhone e iPad, incentrato interamente sulla voce.

Niente foto, video o testi, solamente note vocali. Una rivoluzione importante se si pensa che negli ultimi anni i social che principalmente hanno avuto successo erano basati su foto e video con filtri, non solo per l’immagine, ma anche per lo stesso audio. Diversa è anche la temporalità: i messaggi vocali solo esclusivamente distribuiti in diretta e si autodistruggono alla conclusione di quest’ultima: niente rimane salvato.

La suddivisione in stanze poi lo rendono del tutto unico: ogni spazio virtuale ha un suo argomento e si entra in quella che più ci interessa, si può fare parte del pubblico e semplicemente ascoltare oppure prendere parola e dire la propria opinione.

L’accesso è però limitato! Per entrare a far parte di questa community bisogna essere invitati: una volta creato l’account si hanno a disposizione solamente due inviti.


E la privacy?

Nonostante forse non troppi utenti si preoccupano di questo delicato argomento, dopo il boom di scaricamento dell’app, sono sorti i primi dubbi sulla privacy e sul trattamento dei dati degli utenti. Secondo alcune ricerche dello Stanford Internet Observatory pare che quasi la totalità dei dati si poggi su una società cinese, con sede a Shangai, denominata Agora. Sembrerebbe quindi che tutto ciò che succede nelle stanze sia di facile accesso al governo asiatico, che ha, peraltro, ovviamente bloccato l’app ai suoi cittadini.

Particolare è poi l’informativa presente sull’app che così afferma:

“You use the Service at your own risk. We implement commercially reasonable technical, administrative, and organizational measures to protect Personal Data”

Insomma, contrariamente a quanto previsto dagli artt. 5 e 25 del Gdpr, i quali sanciscono il principio di accountability, ovvero la responsabilità dell’azienda nella gestione dei dati personali, Clubhouse abbandona totalmente questa competenza agli utenti.

In merito a questi e altri punti si sta esprimendo il Garante della privacy italiano con il fine che sia rispettata e adeguata tutta la parte relativa al trattamento dei dati al Regolamento UE 679/2016.



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Dualsolution S.r.l.

Dott.ssa Roberta Girardi


Vittorio Veneto, 18 febbraio 2021



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