OBBLIGHI IN TEMA DI SICUREZZA: INIZIANO LE CONDANNE DA PARTE DEI GIUDICI

Aggiornamento: set 14

Il 23 giugno 2021, il Tribunale di Vicenza ha depositato la sentenza n. 348 del 17 giugno 2021, avente ad oggetto il noto caso Banca popolare di Vicenza, riguardante le ipotesi di reato di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza balzate alle cronache nel 2015.

Questi tuttavia non sono i soli temi trattati dai giudici vicentini ma di focale importanza è anche la materia della sicurezza e particolarmente l’applicazione della Legge 231/2001.


Infatti in materia di responsabilità dell’ente bancario, la sentenza costituisce un vero e proprio baluardo di applicazione della L. 231: la sentenza in parole povere indica in modo chiaro, per la prima volta, cosa l’ente non deve fare se vuole andare esente da responsabilità nel caso di reato commesso dai propri apicali.


Si legge nella sentenza stessa che, a pagina 799, indica il modello di organizzazione e controllo di Banca popolare di Vicenza come inidoneo “sotto plurimi profili: profilazione dei rischi specifici (praticamente assente nel modello 2012, comunque carente in quello 2014); indipendenza dell’OdV (composto da soggetti incardinati gerarchicamente e sottordinati rispetto ai soggetti su cui vigilare o comunque in conflitto di interesse e palesemente privi di qualsivoglia autonomia); poteri ispettivi e controllo (del tutto carenti); flussi informativi adeguati (la cui mancanza contribuisce a privare di adeguata piattaforma cognitiva un OdV già inadeguato per carenza di autonomia e poteri”.


Molti hanno definito pertanto questa sentenza come un vero e proprio manifesto 231. La perfetta sintesi di come non costruire un sistema 231 se si vuole sperare di non essere condannati in giudizio.


Profilazione dei rischi specifici

1) Primo punto: la mappatura dei rischi.


Con riferimento al reato presupposto contestato, i giudici hanno rilevato che:


la versione 2012 del modello non conteneva nulla in relazione ad attività fondamentali, a forte rischio reato, su cui si focalizzava l’operatività della banca, mancando qualsiasi procedura e indicazione di modalità operative a riguardo;

la versione 2014 del modello, pur differe