DIRITTO ALL’OBLIO: GOOGLE PUÒ ESSERE CONDANNATA AL RISARCIMENTO
- Dualsolution

- 9 giu
- Tempo di lettura: 1 min
Con l’ordinanza n. 6433/2026 la Corte di Cassazione ha rafforzato la tutela del diritto all’oblio online, stabilendo che il ritardo nella deindicizzazione di notizie non più attuali può generare responsabilità risarcitoria in capo al gestore del motore di ricerca.
Il caso riguardava la permanenza nei risultati di ricerca di articoli relativi a un procedimento penale concluso favorevolmente per l’interessato. Nonostante la richiesta di rimozione, alcuni contenuti erano rimasti accessibili per oltre un anno, determinando un pregiudizio reputazionale.
La Corte ha chiarito che il danno non patrimoniale derivante dalla permanenza online di informazioni obsolete può essere accertato anche in via presuntiva, considerando fattori quali la diffusione delle notizie, la gravità delle informazioni e il contesto professionale dell’interessato.
La decisione conferma che la gestione della reputazione digitale rappresenta oggi un elemento essenziale della compliance privacy e che le organizzazioni devono adottare procedure efficaci per la gestione delle richieste di deindicizzazione.
Dualsolution Srl affianca imprese e professionisti nella tutela della reputazione digitale e nella gestione delle richieste di esercizio dei diritti privacy.





Commenti