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CHAT CONTROL E PRIVACY: L’EUROPA CERCA L’EQUILIBRIO TRA PROTEZIONE DEI MINORI E RISERVATEZZA DELLE COMUNICAZIONI


Proteggere i minori dagli abusi online senza trasformare le comunicazioni private in uno spazio sottoposto a controllo generalizzato: è questo uno dei nodi più delicati del dibattito europeo sul cosiddetto “Chat Control”. Il 9 luglio 2026 il Parlamento europeo è intervenuto sulla proroga del regime temporaneo che consente ai fornitori di servizi digitali di svolgere, volontariamente e nel rispetto di determinate garanzie, attività di rilevazione del materiale relativo agli abusi sessuali sui minori in deroga alla disciplina ePrivacy. Il Parlamento ha però escluso dalla deroga le comunicazioni alle quali sia stata, sia o sarà applicata la crittografia end-to-end, riaprendo il confronto tra tutela dei minori, privacy, sicurezza informatica e segretezza delle comunicazioni. È importante chiarire che questo voto riguarda il regime transitorio e non coincide con il procedimento legislativo relativo alla proposta permanente presentata dalla Commissione europea nel 2022.

COSA SI INTENDE PER “CHAT CONTROL”

“Chat Control” non è la denominazione ufficiale della normativa, ma un’espressione utilizzata nel dibattito politico e giornalistico per indicare le iniziative europee finalizzate alla prevenzione e al contrasto degli abusi sessuali sui minori attraverso i servizi digitali.

Il principale progetto normativo permanente è la proposta di regolamento COM(2022) 209, presentata dalla Commissione europea l’11 maggio 2022, relativa alla prevenzione e alla lotta contro l’abuso sessuale sui minori. La disciplina riguarda sia il materiale relativo agli abusi sessuali sui minori, indicato con l’acronimo CSAM, sia le condotte di adescamento online, il cosiddetto grooming.

REGIME TEMPORANEO E REGOLAMENTO PERMANENTE: DUE PROCEDIMENTI DIVERSI

La distinzione è fondamentale. Il Regolamento (UE) 2021/1232 aveva introdotto una deroga temporanea ad alcune disposizioni della Direttiva 2002/58/CE – ePrivacy, permettendo ai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale di utilizzare volontariamente determinate tecnologie per individuare, segnalare e rimuovere materiale illecito.

Secondo l’articolo allegato, il regime temporaneo ha cessato di produrre effetti il 3 aprile 2026. Il Consiglio dell’Unione europea ha quindi adottato, il 2 luglio 2026, una posizione finalizzata al suo ripristino fino al 3 aprile 2028. Il Parlamento europeo è intervenuto il 9 luglio approvando alcuni emendamenti e sottraendo alla deroga le comunicazioni protette da crittografia end-to-end.

Diversa è la proposta permanente del 2022, che mira alla creazione di un sistema stabile di obblighi, valutazioni del rischio, controlli pubblici e cooperazione europea.

COME FUNZIONEREBBERO GLI ORDINI DI RILEVAZIONE

La proposta permanente adotta un modello basato sul rischio. I prestatori interessati dovrebbero valutare le caratteristiche del servizio, gli utenti, le funzionalità disponibili e la possibilità che la piattaforma venga utilizzata per diffondere materiale illecito o favorire l’adescamento di minori.

In presenza di un rischio significativo e persistente, l’autorità coordinatrice nazionale potrebbe chiedere a un giudice o a un’autorità amministrativa indipendente l’emissione di un ordine di rilevazione, specificando il servizio interessato, la categoria di abuso, la durata e le garanzie applicabili.

CSAM NOTO, NUOVI CONTENUTI E GROOMING: PERCHÉ LA DISTINZIONE È IMPORTANTE

L’articolo distingue tre possibili oggetti della rilevazione.

Nel caso di materiale già riconosciuto come illecito, possono essere utilizzate impronte digitali e hash crittografici per confrontare i file con indicatori già presenti in banche dati certificate.

La ricerca di materiale nuovo richiede invece classificatori automatici capaci di stimare la probabilità che un’immagine o un video costituiscano materiale illecito. Il margine di errore aumenta perché il sistema non ricerca soltanto una corrispondenza già conosciuta, ma compie una valutazione inferenziale.

Ancora più complessa è l’individuazione del grooming, che richiede l’analisi del linguaggio, del contesto e dell’evoluzione delle conversazioni. Un controllo applicato a un’intera funzione di messaggistica potrebbe quindi coinvolgere anche comunicazioni perfettamente lecite di utenti estranei a qualsiasi condotta criminosa.

IL PROBLEMA DELLA CRITTOGRAFIA END-TO-END

La crittografia end-to-end consente, in condizioni ordinarie, che il contenuto sia accessibile ai dispositivi del mittente e del destinatario, mentre il fornitore del servizio gestisce dati cifrati.

Una delle tecniche discusse è il client-side scanning, che consentirebbe di analizzare immagini, video o testi direttamente sul dispositivo, prima della cifratura o dopo la decifratura.

Dal punto di vista crittografico, il canale può rimanere cifrato; dal punto di vista funzionale, tuttavia, il livello di riservatezza cambia perché il contenuto viene controllato a uno degli estremi della comunicazione. Da qui nasce una delle questioni giuridiche e tecnologiche più controverse dell’intero progetto.

PRIVACY E DIRITTI FONDAMENTALI

Il Comitato europeo per la protezione dei dati e il Garante europeo della protezione dei dati hanno richiamato il rischio che gli ordini di rilevazione possano tradursi in forme di controllo generalizzato delle comunicazioni.

L’articolo richiama gli artt. 7, 8 e 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, relativi rispettivamente alla vita privata, alla protezione dei dati personali e alla libertà di espressione. L’art. 52, par. 1, impone inoltre che eventuali limitazioni dei diritti fondamentali rispettino requisiti di necessità e proporzionalità.

QUALE SARÀ IL FUTURO DEL CHAT CONTROL?

Il quadro non è ancora definitivo. La posizione del Parlamento del luglio 2026 riguarda la disciplina transitoria, mentre il regolamento permanente segue un diverso procedimento legislativo.

La futura disciplina dovrà trovare un equilibrio tra interessi entrambi essenziali: proteggere efficacemente i minori e preservare la riservatezza delle comunicazioni, la protezione dei dati e la sicurezza della crittografia



 
 
 

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