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RECENSIONI FALSE ONLINE: SANZIONI FINO A 160.000 EURO E RISCHI PENALI PER CHI USA PROFILI FAKE


Le recensioni online influenzano ogni giorno le decisioni di milioni di consumatori. Prima di acquistare un prodotto, prenotare un hotel o scegliere un professionista, è ormai normale consultare le opinioni pubblicate sul web. Proprio per questo motivo, la diffusione di recensioni false rappresenta un fenomeno particolarmente insidioso, capace di alterare la concorrenza e di condizionare in modo scorretto le scelte dei consumatori.

Su questo tema è intervenuto il Consiglio di Stato, confermando una pesante sanzione inflitta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei confronti di società che promuovevano prodotti attraverso recensioni e contenuti apparentemente spontanei, ma in realtà riconducibili a vere e proprie strategie pubblicitarie occulte. La vicenda richiama inoltre l'attenzione sui possibili profili di responsabilità penale quando vengono utilizzati profili falsi per pubblicare recensioni online.

COSA SI INTENDE PER PUBBLICITÀ OCCULTA

Il problema non riguarda le recensioni positive in sé.

Ciò che la normativa vieta è la diffusione di contenuti che si presentano come opinioni imparziali ma che, in realtà, hanno finalità promozionali non dichiarate.

Può accadere, ad esempio, quando:

  • un influencer promuove un prodotto senza dichiarare la collaborazione commerciale;

  • un venditore pubblica recensioni fingendosi un normale cliente;

  • vengono create false testimonianze per aumentare le vendite di un bene o servizio.

In questi casi il consumatore viene indotto a credere di trovarsi di fronte a giudizi spontanei, mentre si tratta di messaggi pubblicitari mascherati.

COSA PREVEDE IL CODICE DEL CONSUMO

Gli articoli 20 e 22 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) vietano le pratiche commerciali scorrette e le comunicazioni che non rendano chiaramente riconoscibile la finalità promozionale del messaggio.

La trasparenza costituisce uno dei principi fondamentali della normativa consumeristica.

Chi promuove un prodotto o un servizio deve consentire al consumatore di comprendere immediatamente che si tratta di un contenuto pubblicitario.

LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

Con la sentenza n. 2871/2026, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della sanzione di 160.000 euro inflitta dall'AGCM nei confronti di due società che avevano diffuso contenuti promozionali attraverso modalità idonee a confondere gli utenti circa la reale natura commerciale dei messaggi.

Secondo i giudici, la pubblicità occulta è particolarmente pericolosa perché sfrutta la fiducia che normalmente gli utenti ripongono nelle recensioni e nelle esperienze raccontate da altri consumatori, alterando così la libertà di scelta del pubblico.

ATTENZIONE AI PROFILI FAKE

Oltre alle conseguenze amministrative, possono sorgere anche responsabilità penali.

Quando una recensione viene pubblicata utilizzando un'identità fittizia o un profilo creato per simulare l'identità di un'altra persona, può trovare applicazione il reato di sostituzione di persona, previsto dall'art. 494 del Codice Penale.

La giurisprudenza ha precisato che il reato può configurarsi anche in assenza di un danno economico diretto, essendo sufficiente l'idoneità della condotta a trarre in inganno gli altri utenti sulla reale identità dell'autore della recensione.

COME TUTELARE IMPRESE E CONSUMATORI

Per operare correttamente online è consigliabile:

  • pubblicare esclusivamente recensioni autentiche;

  • dichiarare eventuali rapporti commerciali;

  • evitare profili falsi o identità fittizie;

  • predisporre campagne pubblicitarie conformi al Codice del Consumo;

  • monitorare la reputazione digitale della propria attività.

La trasparenza rappresenta oggi uno degli elementi essenziali per costruire un rapporto di fiducia con i consumatori.



 
 
 

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