Crediti d’imposta cedibili una sola volta: così il governo vuole combattere frodi e riciclaggio

Aggiornamento: 5 feb

Cessione del credito, anche dopo aver ottenuto lo sconto in fattura, praticabile una sola volta dall’impresa. Così il Governo vuole combattere il recente dilagare di frodi e riciclaggio di denaro, praticati sfruttando i meccanismi di detrazione d’imposta introdotti per i bonus edilizi.


Tra le misure introdotte dal decreto legge n.4/2022 (cd “decreto sostegni ter”), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio scorso, la possibilità, a diretta modifica dell’art.121 del cd “decreto rilancio” (D.L. 34/2020), di cedere il credito d’imposta una sola volta, anche a seguito dell’eventuale sconto in fattura da parte del committente.


La necessità dell’intervento nasce dagli allarmanti riscontri ottenuti negli ultimi mesi dall’attività di monitoraggio ed indagine delle Fiamme Gialle; attività che ha condotto alla scoperta di condotte illecite di frode e riciclaggio su tutto il territorio nazionale. Dalle rilevazioni della Guardia di Finanza emergono numerosi episodi di ripetuta cessione di credito d’imposta ed emissioni di fatture false, operazioni volte a ripulire grandi quantità di denaro di illecita provenienza e a favorire l’operato e l’infiltrazione nel tessuto imprenditoriale di associazioni mafiose e a delinquere.


Per chiarezza si riporta di seguito l’art.121 del decreto rilancio, così come si presentava prima delle variazioni recentemente introdotte dal nuovo decreto:

1. I soggetti che sostengono, negli anni 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

b) per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.



La nuova misura si applicherà non solo alle agevolazioni fiscali nel campo dell’edilizia, ma anche a tutti i crediti di imposta introdotti a seguito dell’emergenza covid. Per i crediti già ceduti e/o oggetto di sconto in fattura prima del 7 febbraio 2022 sarà consentita un’ulteriore cessione, dopodiché, in caso di non rispetto delle nuove prescrizioni i contratti di esecuzione e appalto saranno considerati, ai fini delle agevolazioni fiscali, nulli.


Il tentativo di arginare la diffusione delle attività illecite, senz’altro fondato e di primo piano, che ha trovato una prima realizzazione nella nuova stretta sulle cessioni, contribuisce, tuttavia, ad alimentare il clima di incertezza e mutevolezza che ormai da qualche tempo avvolge il mondo delle detrazioni fiscali nel campo dell’edilizia; con evidente effetto negativo sull’utilità degli strumenti, sia per il pubblico che per i professionisti.

Non sono mancate, infatti, polemiche e forti opposizioni da parte dell’opinione pubblica e delle imprese del settore; se da un lato è “giusto l’obiettivo di contrastare le frodi…non si possono colpire continuamente migliaia di cittadini e di imprese corrette impegnate in interventi di riqualificazione energetica e sismica, che ora dovranno rivedere le condizioni contrattuali con i proprietari, generando migliaia di contenziosi e un blocco del mercato”, ha riportato il presidente dell’Ance Buia.



Risultano, dunque, pienamente condivisibili sia la preoccupazione del governo sia il conseguente tentativo di arginare le conseguenze negative del mal impiego degli strumenti concessi al settore dell’edilizia; rimane però una misura che sferra sicuramente un duro colpo al già macchinoso e difficoltoso meccanismo dei bonus fiscali, sia dal lato dei committenti che da quello delle imprese del settore.




Per Dualsolution srl

Roberto Costa



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